Comune di Bagnaria Arsa

Il Leone di Venezia

Il Leone di Venezia e il territorio

Anche dopo la conquista veneziana del 1420 i Signori di Strassoldo mantennero la propria giurisdizione sui paesi dell'attuale comune, con la solita eccezione di Bagnaria.
I decenni finali del XV secolo furono funestati dalle invasioni dei Turchi, che devastarono nel 1477 e nel 1499 anche Sevegliano e Bagnaria.
Un evento epocale come la costruzione della fortezza di Palma nel 1593 non poteva non avere ripercussioni sul territorio confinante, impoverito dai lavori di scavo e di canalizzazione, e sugli abitanti dei villaggi circostanti, che furono spesso costretti a fornire la propria opera o i propri mezzi di trasporto. La presenza dei soldati fu, in più di un'occasione, la causa di liti con la popolazione locale. D'altra parte, la fondazione della nuova cittadina poteva offrire ai contadini dei dintorni un'occupazione (nel 1594 la paga giornaliera era di venti soldi) e fornire la possibilità di vendere i propri prodotti; all'inizio del Seicento esisteva a Privano una fornace di laterizi, impiegati principalmente nei lavori edilizi della fortezza. La giustizia veniva amministrata dai Signori di Strassoldo, ma per i fatti di sangue dal 1577 fu competente direttamente il Luogotenente veneziano di Udine, che intervenne, ad esempio, per l'omicidio di un soldato di Spalato avvenuto a Privano nel 1657.
Le testimonianze sugli edifici ecclesiatici si fanno più numerose a partire dal Cinquecento.
Nel 1547 fu edificata la chiesa di S. Maria Assunta di Castions, ristrutturata poi nel 1767 dal conte Giuseppe Antonio di Strassoldo. Alla metà del Seicento venne costruita, sopra un edificio preesistente, la nuova chiesa di S. Andrea a Sevegliano, che nel 1744 fu dotata dell'attuale campanile. Alcuni documenti si riferiscono, invece, alla chiesa di S. Giorgio a Bagnaria.
L'economia era sempre legata all'agricoltura. Le colture principali erano il frumento, l'avena e il miglio: dalla metā del XVII secolo compare anche il "sorgo turco", ovvero il mais. Con questi prodotti continuavano ad essere pagati gli affitti sui terreni coltivati; le ampie fluttuazioni dei prezzi che si registrarono a cavallo della metà del XVIII secolo potevano mettere in ginocchio intere famiglie.
Un'attività sempre molto sviluppata era quella legata alla macinazione dei cereali. Mulini esistevano a Sevegliano (San Gallo, delle Tolle, di Codis) e a Campolonghetto (due). Di uno di questi possediamo una stupenda e dettagliata descrizione del 1705, che permette di immaginare quali erano le caratteristiche di questi edifici e dei fabbricati annessi.