Comune di Bagnaria Arsa

L'etā di Mezzo

L'età di mezzo

La scarsità di dati archeologici e di documenti scritti costituisce un limite notevole per la conoscenza del territorio nel lungo periodo compreso nell'"età di mezzo". La fisonomia del comprensorio comunale durante l'epoca altomedievale, tra il V e l'XI secolo, doveva essere caratterizzata dai numerosi corsi d'acqua e dai folti boschi, in particolare nella zona meridionale; nell'area settentrionale, in relazione agli assi stradali mantenutosi praticamente inalterati anche dopo la fine dell'età romana, doveva essere più fiorente l'attività agricola.
Intorno al 1000 assume un certo rilievo l'abitato di Castions delle Mura, situato nella zona della chiesa di S. Maria Assunta e denominato Curtem o Curiam Veterem (Cortevecchia, Curviere); a questo si sovrappose, nei documenti dell'XI secolo, il toponimo Castellione. Nel 1129 il villaggio apparteneva ad Azo di Azmurghen, personaggio di stirpe longobarda, come espressamente ricordato dal figlio Ugo cinque anni più tardi. Ben presto, però, Castions e Campolonghetto entrarono a far parte della giurisdizione degli Strassoldo (la "corte nuova"), mentre Bagnaria dipendeva direttamente dal patriarca di Aquileia.
Gli abitanti dei diversi villaggi vivevano in case modeste, con il tetto in paglia e un ampio cortile. Dell'entità numerica e della composizione sociale della popolazione possiamo farci un'idea attraverso un "censimento" del 1375, che riporta, paese per paese, il nome dei singoli abitanti, la loro età e la professione. Essi pagavano un affitto ai nobili o all'istituzione ecclesiastica, costituito da prodotti della terra (frumento, miglio, avena, segala e vino) o da animali da cortile (galline e uova). Le condizioni di vita non dovevano essere delle migliori, e potevano subire un repentino peggioramento a causa di eventi atmosferici o dei non infrequenti episodi bellici (come le invasioni dei Turchi sul finire del XV secolo). Accanto all'agricoltura, si svilupparono altre attività legate allo sfruttamento dei numerosi corsi d'acqua (mulini sono segnalati nel 1323 a Privano, quindi a Campolonghetto nel 1563 e, probabilmente, a Chiarmacis) o delle aree boschive (tra i quali il bosco della Crastia, ricordato nel 1488, quello chiamato Lu Sterp, nel 1402, quello di Choronis, nel 1477, quello del Nodeon). Queste ultime ospitavano una ricca fauna; a giudicare da alcuni residui toponomastici vi faceva la propria apparizione anche il lupo.
La parrocchia e l'organizzazione comunale erano i due centri intorno ai quali ruotava la vita della comunità. La chiesa era un edificio modesto, con poche suppellettili sacre, come si evince dagli inventari del 1530 relativi a Sevegliano e a Privano: i beni mobili e immobili che ad essa appartenevano erano gestiti dai camerari. Tutte le chiese dell'attuale comune di Bagnaria Arsa, eccetto quella di Sevegliano (legata forse all'abbazia di Moggio), dipendevano inizialmente dalla pieve di Aiello, ma nel corso del XVI secolo la parrocchia di Bagnaria con Campolonghetto, Privano, Curviera, Castions) si rese autonoma. Vi fu tuttavia una lunga contesa tra le chiese di Bagnaria e di Castions circa la preminenza in ambito locale, che entrambe vantavano.
L'assemblea dei capifamiglia (vicinia) costituiva invece l'organismo di autogoverno laico. Il degano e i giurati (figure assimilabili rispettivamente al sindaco e alla giunta odierni) era eletto direttamente dagli Strassoldo, tranne che a Bagnaria. I paesi erano caratterizzati da una forte rivalità, che sfociò talvolta in risse, come avvenne nel 1536 tra gli abitanti di Palmada e di Sevegliano.